Notiziario settembre 2021

Notiziario sindacale della FLC CGIL di PAVIA da affiggere all'albo sindacale della scuola, ai sensi dell'art. 25 della legge n. 300  del 20.5.70

Se non ora, quando? Se non noi, chi?


La pandemia, iniziata ormai tre anni scolastici fa, ha fatto esplodere la discussione sulle condizioni della scuola italiana, ma non è servito a molto, a quanto pare, avere un’attenzione mediatica senza precedenti per un periodo così lungo. Sicuramente non è stato utile per far sì che si sviluppasse una visione diversa (e paradossalmente più vicina ai dettami della nostra Carta costituzionale) del sistema di istruzione italiano e dei soldi pubblici che sarebbe necessario investire.

L’emergenza sanitaria ha posto sotto gli occhi di tutti la straordinaria mole di disuguaglianze tra gli alunni di ogni età: dal Sud quasi del tutto privo di asili nido, al Nord dove le possibilità di accesso alla DDI sono state direttamente proporzionali allo status economico delle singole famiglie di provenienza (una vergogna, diciamolo!).

La FLC CGIL, in modo particolare con la voce del Segretario Generale Sinopoli, continua a ribadire la necessità di inserire nella cosiddetta spesa corrente la fetta di fondi europei destinati alla scuola (PNRR: 31 e passa miliardi, una cifra tale da poter davvero risolvere le più gravi problematiche!), così da poter attingere a una sorta di finanziamento continuo e non sperare nella benevolenza, ma si legga nell’interesse, di questo e quell’esecutivo. Ebbene, fino a ora non c’è stato modo di farsi ascoltare, per questo proprio Sinopoli ha iniziato a usare il termine “mobilitazione”.

Si prosegue, dunque, secondo la logica neoliberista che lega gli investimenti di denaro pubblico nella scuola al guadagno dell’impresa privata e questo lo sappiamo, ahinoi. Ma è ancora più grave l’insieme delle idee portate avanti dal Ministro Bianchi (un economista, lo ricordiamo) secondo le quali noi docenti dovremmo formare “il capitale umano”, mettendo da parte la vera missione del nostro mestiere: educare allo spirito critico, alla capacità di prendere decisioni in autonomia e di scegliere la propria strada senza condizionamenti. Non capitale umano, con tanto di azienda che ne detiene il controllo (vedi l’improvviso interesse per gli ITS, che secondo il Ministro dovrebbero permettere alla aziende private di attingervi alla bisogna, perché tanto basta non rinnovare un contratto per sostituire un lavoratore), ma cittadini liberi in una società libera.

E invece ecco il curriculum dello studente, strumento palesemente discriminatorio che esclude la possibilità per un alunno di migliorare (o peggiorare) nel corso degli anni.

E’ ora che la classe docente faccia sentire la propria voce, attraverso il confronto e il dialogo costruttivo, ma senza remore, poiché certa di essere nel giusto. Ora che abbiamo l’attenzione dell’Europa, dobbiamo fare in modo che in tutte le sedi le nostre voci si uniscano e formino un coro fermo e deciso. Se non ora, quando? Se non noi, chi?

                   

I PRECARI FORTI E QUELLI DEBOLI (CHE FINE HA FATTO L’ORDINARIO?)

A quanto pare i precari con tre o più anni di servizio sono stati considerati più resistenti al Covid, se è stato loro imposto di fare le prove in piena pandemia e senza ancora vaccini disponibili. Al secondo posto, in ordine di resistenza al virus, pare si collochino colleghe e colleghi delle discipline scientifiche e matematiche, che hanno fatto lo STEM. Per i precari senza i requisiti di cui sopra, evidentemente, c’è preoccupazione: la salute prima di tutto, ci mancherebbe. Per adesso, che vadano in classe così.


Green pass, i nostri emendamenti al DL 111/21: eliminare le assurde penalizzazioni

La FLC CGIL ha elaborato e inviato precise proposte di emendamento ai gruppi parlamentari affinché vengano eliminate le storture che sono contenute nel Decreto Legge 111/21 che è attualmente in fase di conversione in legge. Queste in sintesi le richieste contenute negli emendamenti:

rendere obbligatorio (e non solo raccomandare) il distanziamento di almeno un metro quale elemento fondamentale di protezione/prevenzione dal contagio;

stanziare risorse aggiuntive per prorogare gli incarichi al personale (cd. organico covid) oltre il limite del 30 dicembre e fino al 30 giugno dando la possibilità di ridurre il numero degli alunni per classe in funzione del contenimento della pandemia;

escludere esplicitamente qualsiasi conseguenza disciplinare derivante dalle sanzioni ed in particolare la possibilità che, se in numero superiore a 3, i giorni di assenza ingiustificata determinino il licenziamento disciplinare previsto dall’art. 55-quater del DLgs 165/2001;

prevedere che il personale neoassunto e quello assunto a tempo determinato per supplenza di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche abbia il medesimo trattamento del personale già di ruolo;

chiedere al Ministero dell’Istruzione, relativamente alle supplenze brevi e saltuarie necessarie ad assicurare la sostituzione dei docenti assenti, che, con specifico provvedimento, individui le modalità di applicazione delle disposizioni in relazione alla durata dell’incarico e alla necessità di garantire la continuità dell’erogazione del servizio di istruzione;

eliminare la sanzione amministrativa per la mancata esibizione del green pass considerato che tale comportamento è già sanzionato con la sospensione dello stipendio (va sottolineato infatti che le misure sanzionatorie introdotte dal DL 19/2020 si rivolgono alla generalità della popolazione e non tengono conto di ulteriori sanzioni comminate per la stessa fattispecie in relazione al rapporto di lavoro);

prevedere la gratuità dei tamponi per le lavoratrici e i lavoratori che ne hanno necessità in coerenza con il decreto stesso che non ipotizza discriminazioni ma anzi permette il conseguimento del green pass anche con un tampone;

introdurre l’utilizzo dei test salivari in funzione di uno screening diffuso nel personale.